L'Albero azzurro

La Scuola

La Scuola dell'Infanzia L'Albero Azzurro è nata nel 1998 ed ha sempre mantenuto negli anni l'autonomia di scuola non statale, d'ispirazione cristiana.

Si pone al servizio del bambino per un'educazione integrale, favorendo la sua crescita fisica, intellettuale, sociale, morale e spirituale facendo salvi i principi di una retta educazione umana e cristiana, garantendo a tutti un'eguale trattamento in ogni circostanza. Favorisce e promuove l'incontro fra le diveerse componenti: alunni, insegnanti, genitori, anche fuori degli adempimeneti scolastici.

La scuola si configura come attività esercitata ai sensi dell'art. 16, lettera b) della legge n. 222/1985, del D.Lvo n.460/1997

  1. La Struttura

    La nostra Scuola dell’infanzia è articolata in sezioni e in gruppi di attività intersezionali.

    L’orario normale di 7 ore prevede anche la possibilità di un prolungamento con servizio di anticipo e di posticipo per i bambini i cui genitori ne hanno fatto richiesta per motivi di lavoro e di famiglia.

    Nella Scuola dell’infanzia le insegnanti sono responsabili dei bambini loro affidati e hanno il compito educativo e didattico.

    Ci sono insegnanti di sezione (2 per ogni sezione), di intersezione, per il prolungamento dell’orario e per l’integrazione scolastica.

    La cuoca si occupa della preparazione dei pasti.

    Gli operatori d’appoggio si occupano della pulizia e dell’igiene dei locali scolastici; danno inoltre una collaborazione al momento del pranzo e dei servizi igienici, curando anche l’accompagnamento dei bambini sul pulmino.

  2. LA GIORNATA DEL BAMBINO

    I bambini arrivano a Scuola accompagnati dai propri genitori o dalle persone da loro delegate.

    Arrivato a Scuola ogni bambino indossa grembiulino e pantofole ed entra nella propria sezione, scegliendosi un gioco o cercando qualche compagno. Quando tutti i bambini sono arrivati, iniziano le attività in sezione.

    La sezione, intesa come gruppo di bambini affidato a due insegnanti, trova la sua ragion d’essere nel fatto che rappresenta per il bambino un contesto educativo equilibrato e stabile.

    Vi sono poi delle attività che richiedono percorsi didattici particolarmente calibrati rispetto ai tre diversi livelli di età e di sviluppo.

    Al termine delle attività intersezionali i bambini si preparano per andare a pranzo.

    Il momento successivo è dedicato all’igiene personale, subito dopo tutti i bambini sono pronti per andare in giardino, tempo permettendo, oppure si ritrovano nella sezione per qualche attività di movimento e di gioco o possono andare a riposare (i bambini di tre anni). Se per qualche motivo i bambini dovessero uscire prima dell’orario normale, è prevista un’uscita anticipata.

    Il pomeriggio prosegue poi nelle sezioni: i bambini assieme alle insegnanti si dedicano ad attività di gruppo, oppure al disegno, all’ascolto di una fiaba narrata dall’insegnante, ad attività di costruzione, ecc.

    Al termine i bambini riordinano i sussidi e i giochi e si preparano per l’uscita.

    Dopo l’orario ordinario si collocano le attività del posticipo; questo periodo di tempo, si configura in maniera diversa rispetto al tempo normale; per questo si prevedono moduli educativi molto flessibili che rispondano ai bisogni di tipo psicologico, affettivo, emotivo e fisico di ciascun bambino.

    Si tratta di organizzare un tempo “a misura di bambino”, all’interno del quale egli possa trovare tranquillità, serenità, piacere di stare con gli altri in un clima disteso ed amichevole.

  3. Primo Ingresso

    Certamente l’inserimento nella Scuola dell’infanzia rappresenta per il bambino un momento molto delicato della sua vita affettiva. Pensiamo soltanto a quanto è diversa la situazione che un bambino vive a casa rispetto a quella che trova a Scuola: ambienti più vasti, presenze più numerose, adulti diversi che si turnano nel corso della giornata, bambini che gli contendono le attenzioni delle insegnanti.

    Possiamo ben capire come l’ingresso alla Scuola dell’infanzia richieda al bambino uno sforzo di cambiamento e di adattamento rilevante, quasi mai indolore.

    Di fronte a queste situazioni “difficili” anche i genitori, spesso, si sentono disorientati e la tentazione di cedere ai pianti del figlio, a volte, è difficile da superare.

    L’ingresso alla Scuola non costituisce certamente un episodio marginale nella vita di un bambino Esso rappresenta una tappa faticosa ma decisiva del suo percorso di sviluppo.

    Le difficoltà iniziali del bambino al momento dell’inserimento non sono da considerarsi manifestazioni preoccupanti, in quanto sono determinate da una situazione particolare, certamente non facile, nella quale il bambino, forse per la prima volta, sente di doversi affidare unicamente a se stesso.

    È questa una sfida importante per il piccolo, un momento di crescita che deve essere opportunamente supportato dalle figure adulte di riferimento.

    Equilibrio e consapevolezza di genitori ed insegnanti nel contenere l’ansia e nel rispettare i tempi di adattamento del bambino sono certamente elementi importanti per un positivo incontro del bambino con la Scuola.

    Le crisi sono passeggere, non preoccupanti, se si risolvono in tempi brevi.

    In questa fase è importante che il genitore sappia rassicurare il bambino con un atteggiamento sereno, evitando di mostrarsi ansioso o eccessivamente apprensivo.

    In questi momenti per molti bambini anche l’orsetto o la bambolina portati da casa possono essere utili strumenti per superare la solitudine; così il bambino può sentirsi più sicuro.

    Nei primi giorni di scuola il ruolo delle insegnanti è soprattutto quello di contenimento dell’ansia del distacco.

    Se la frequenza è costante, i bambini imparano gradualmente a giocare “bene” tra loro, a muoversi a proprio agio nella Scuola, sono in grado di prefigurarsi la giornata, i momenti fissi che la scandiscono, le regole che tutti devono rispettare.

    Un buon rapporto tra genitori e insegnanti, basato sulla fiducia, stima e sincerità reciproca, è senz’altro un elemento fondamentale per l’inserimento (anche quello più difficile) del bambino a Scuola.

  4. Genitori e insegnanti insieme

    Poiché è di decisiva importanza la condivisione tra adulti dei principi basilari dell’educazione dei bambini, diventa fondamentale il rapporto tra insegnanti e genitori.

    Momenti principali a tal fine sono:

    • le riunioni sezionali e intersezionali, in cui le insegnanti illustrano ai genitori le attività e le esperienze che i bambini svolgono a Scuola;
    • i colloqui individuali, in cui il singolo genitore può parlare con l’insegnante del proprio bambino, dei suoi progressi, dei suoi desideri, delle cose che gli piacciono, ma anche delle sue difficoltà, per trovare insieme le soluzioni più adeguate.